La mega fusione nel mondo dei produttori di birra

Un’importante operazione finanziaria tra belgi e inglesi nel sacro vincolo dell’acqua e del malto, del luppolo e del lievito: Ab InBev, multinazionale che fa capo a marchi noti come Stella Artois, Beck’s e Foster, acquisisce la numero due nel settore, la britannica SABMiller, al costo di 103 miliardi di dollari.

Ab InBev è il più grande produttore di birra al mondo. L’acquisizione della SABMiller porterà all’azienda un’ulteriore conquista: una birra su quattro, venduta nei bar o in qualsiasi altro esercizio, sarà sotto l’ala protettrice della Ab InBev. L’effetto sarà decisamente fruttifero: il 45% dell’intero comparto di bollicine alcoliche farà capo alla multinazionale belga.

Dopo una trattativa durata un anno, la società ha svolto la terza fusione più importante dalla sua sua creazione, avvenuta solo otto anni fa. Per ottenere il via libera dell’Antitrust europeo, Ab InBev ha dovuto cedere alcuni brand europei di SABMiller come Peroni, Grolsch e Meantime. L’acquisizione è stata spinta da Jorge Paulo Lemann, un miliardario brasiliano e il più grande azionista individuale della AB InBev.

Gli azionisti inglesi hanno approvato l’operazione con il 95,46% di voti a favore. Il voto è arrivato dopo che i colleghi di AB InBev hanno espresso il loro parere positivo in una precedente riunione a Bruxelles. Nella capitale belga il gruppo ha inoltre dichiarato di non voler cambiare la ragione sociale dopo la fusione, mantenendo così la denominazione AB InBev.

AB InBev è attualmente poco diffusa in Africa e in America Latina. Questa acquisizione le permetterà una maggiore presenza in queste aree del mondo.

 

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