Quanto funzionano gli sciroppi per la tosse?

Colpiti dai più comuni malanni invernali, ognuno ha la propria routine per rimettersi in sesto, ma raramente rinunciamo a trangugiare sciroppi per liberarci di una fastidiosa tosse. In questo periodo le pubblicità ci ricordano continuamente che ne esistono diversi tipi, con principi attivi che, sembrerebbe, sono scientificamente tarati sul tipo di tosse che ci affligge.

Eppure la commercializzazione di un vero farmaco (per intenderci, non un integratore o un prodotto omeopatico) non è automaticamente garanzia che ci siano prove di efficacia convincenti. Purtroppo questo è anche il caso degli sciroppi e degli altri prodotti per il trattamento della tosse, come ha riassunto in questi giorni anche un breve video dell’American Chemical Society.

Tutti i prodotti per la tosse in vendita come medicinali da banco hanno un solido razionale su cui dovrebbe basarsi il funzionamento: per esempio alcuni principi attivi dovrebbero facilitare la fluidificazione del muco, mentre altri dovrebbero bloccare lo stimolo della tosse. Il problema è che non basta un razionale ben definito a fare un buon farmaco: bisogna che il trattamento abbia realmente un effetto sulla condizione in cui ci troviamo e che il compromesso costi/benefici sia nettamente sbilanciato verso i secondi.

Da tempo le revisioni sistematiche su questo tipo di farmaci suonano la stessa campana: ci sono pochissime prove di efficacia. Una delle revisioni più recenti è stata pubblicata nel 2014 dalla Cochrane Collaboration e il messaggio finale è che, a causa della bassa qualità e dell’eterogeneità dei trial clinici disponibili per l’analisi: “Non ci sono solide prove a favore o contro l’efficacia dei farmaci da banco per la tosse acuta . È necessario tenere in considerazione questo elemento nel valutare la prescrizione di antistaminici e antitussivi centrali nei bambini, trattandosi di farmaci che hanno il potenziale di causare seri danni“.

Questo lo stato delle prove per sciroppi e simili, ma che dire allora del rimedio casalingo per eccellenza, il miele? Nonostante l‘appeal  della soluzione naturale, purtroppo anche in questo caso non c’è alcuna efficacia dimostrata, e la Cochrane parla di nuovo di mancanza di prove “a favore o contro”. Di certo il miele ha il pregio di essere meno costoso e sostanzialmente privo di effetti collaterali, eccezion fatta per i bambini di meno di un anno a cui non andrebbe somministrato per il rischio di botulismo.

Ma perché allora ci sembra che gli sciroppi (o il miele) funzionino? Lo ha spiegato il farmacologo e biostatistico David Colquhoun in questa breve intervista.

Il punto fondamentale è che quasi sempre la tosse migliora e scompare nel giro di pochi giorni: se abbiamo preso il nostro sciroppo preferito saremo portati ad attribuirgli il merito. Ma cosa bisogna fare, allora, quando si ha la tosse? Il farmacologo risponde che personalmente non fa assolutamente nulla e aspetta che se ne vada, ma se questo non dovesse accadere nel giro di qualche giorno è necessario rivolgersi al proprio medico curante.

Anche il National Health Service (Uk) sembra dello stesso avviso: raramente è necessario un trattamento farmacologico della tosse, basta bere molto e riposarsi con l’aiuto di qualche analgesico, attendendo che la probabile infezione virale che l’ha causata scompaia.

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